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assistenza prenatale (eliobaby) a distanza
Niente sciroppi per la tosse ai bambini sotto i sei anni
Usa, richiesta degli esperti all'Fda. Rischi e dubbia efficacia
MILANO — Le aziende farmaceutiche per anni hanno cercato
di rendere «gradevoli» i farmaci per i bambini, ma poco si sono
dedicate a verificarne efficacia e pericolosità. E ora, un mercato
da 50 milioni di dollari l'anno rischia di diventare una «medicina
amara » per le aziende stesse. La Food and drug administration (Fda),
l'agenzia americana che vigila sui farmaci, sarebbe pronta a emanare
il divieto dell'uso di sciroppi per la tosse e simili nei bambini fino ai
6 anni. E severe raccomandazioni per la fascia tra i 6 e i 12 anni.
I genitori dovranno comunque cambiare atteggiamento verso le malattie più
comuni dei loro figli. Che cosa dovranno fare d'ora in poi? Quali sono le
cure sicure? «Tanto amore e tanti liquidi», sintetizza Joshua
Sharfstein, pediatra e consigliere per la sanità a Baltimora. Insomma:
coccole, acqua, spremute ricche di vitamine.
Al massimo anti-febbrili. «Paracetamolo e mai aspirina», dice
Roberto Burgio, uno dei «padri» della pediatria italiana (sta
completando la quinta edizione del suo libro di testo Pediatria essenziale).
E aggiunge: «È vero, molti farmaci sono stati sperimentati solo sugli adulti e poi adattati nel dosaggio ai bambini. Il paracetamolo invece è stato testato, l'aspirina pure e si è visto che può essere causa della sindrome di Reye. In America, poi, questi farmaci sono venduti e usati senza controllo medico». Giusta quindi l'allerta? «Giusta — risponde Burgio —, anche se si poteva agire come ha fatto l'agenzia europea del farmaco, l'Emea, che ha disposto (e l'Italia ha recepito) la riduzione dell'uso dei farmaci off label, cioè quelli mai testati sui bambini».
Le aziende farmaceutiche tenteranno ora di contenere i danni. Con l'arrivo del freddo, tosse e raffreddore sono voci di vendita dominanti per i cosiddetti farmaci da banco sintomatici. Soprattutto i cocktail a base di anti-febbrili, mucolitici, decongestionanti, antistaminici. Alleviano i sintomi, non curano la malattia. E forse funzionano anche poco nei bambini sotto i sei anni.
L'allarme dei pediatri americani è arrivato all'attenzione
dell'Fda (in ritardo polemizza qualcuno) che ha chiesto un parere a una commissione
federale indipendente di 22 esperti. Nel frattempo le aziende farmaceutiche
americane hanno ritirato alcuni sciroppi anti-influenzali (solo per
i sintomi, perché l'influenza è un virus evitabile solo con
il vaccino) posti sul mercato, senza approvazione, per i bambini al di sotto
dei due anni. E la commissione, l'altro ieri, ha votato: 21 contro uno a favore
del divieto dell'uso di questi farmaci al di sotto dei due anni, 13 contro
9 per il divieto fino ai 6 anni. Al contrario, sono stati 15 i voti contrari
per estendere il divieto fino ai 12 anni. I sette che hanno votato sì
sperano però in raccomandazioni più severe da parte dell'Fda.
Il parere della commissione federale non è vincolante, ma di solito
l'Fda accoglie questo tipo di indicazioni. Anche se i pediatri americani temono
«pressioni» da parte delle aziende farmaceutiche: l'anno scorso
sono state quasi 4 milioni le confezioni di questi farmaci vendute nei soli
Stati Uniti. L'obbligo di ricetta, per esempio, sarebbe già una limitazione
dei danni rispetto al divieto.
I pediatri, che da tempo si battono per una restrizione nell'uso e abuso di questi sciroppi, hanno anche portato all'attenzione della commissione casi di effetti collaterali da sovradosaggio non proprio banali: malesseri, allucinazioni e anche morti. Causa principale: vendita libera di tali prodotti e scarsa informazione dei genitori. Spiega John Jenkins, uno dei responsabili dell'Fda: «La commissione ha sottolineato la mancanza di studi nei bambini. Gli effetti indesiderati sono rari ma inquietanti. Spesso legati a sovradosaggio o a uso improprio dei prodotti ».
I medicinali da evitare sono comunque quelli che contengono sostanze decongestionanti, espettoranti e antistaminiche. Da evitare o limitare in attesa di chiarire la loro reale efficacia ad una certa età e se i «rischi valgono la candela ». Business a parte.
Mario Pappagallo
Corriere
della sera 21 ottobre 2007