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Lo Yoga di Patanjali
"atha yoganushasanam” dice
il primo sutra di Patanjali e cioè “ora inizia l’insegnamento
dello yoga”.
Ora non indica il fatto che siamo pronti, perché siamo seduti in silenzio per iniziare il corso. Ora significa che, dopo una preparazione interiore, in seguito alla presa di coscienza di un cambiamento che stava avvenendo dentro di noi, abbiamo chiesto di poter ricevere l’insegnamento dello yoga.
Una volta la disciplina chiamata Yoga era riservata a una piccola elite che si era preparata, purificata potremmo dire, per poter accedere all’insegnamento. Oggi l’approccio a questa disciplina è diventato banale.
Yoga è spesso confuso con ginnastica, stiramenti, rilassamento, benessere. Certo è anche tutto questo e può lo stesso essere considerato come una scienza, un arte, una filosofia, una religione, una passione che diventa pure fanatismo.
Ma quando si studiano i Sutra di Patanjali, si scopre che lo yoga è molto di più di tutto questo, è il principio che unisce la scienza, la religione e la filosofia. Lo yoga è un cammino che incanala l’essere umano verso la consapevolezza, verso la conoscenza di sé, degli altri, dell’universo, del valore della vita.
Lo yoga espande la coscienza umana. Yoga significa unione dell’uno nel tutto, significa vivere in armonia con il tutto.
Per giungere a questo stato occorre iniziare con umiltà e saper rimanere in ascolto del proprio corpo per conoscerlo, delle proprie emozioni per accettarle, della propria mente per utilizzarla e non esserne schiavi.
Per giungere a questo stato occorre una volontà interiore, un desiderio
intenso di pace.
Shanti!
Evelyne Disseau
Le sutra di Patanjali sono considerate il più autorevole testo di yoga mai scritto ( in maniera approssimativa sutra si può tradurre come aforisma o verso), racchiudono in 196 versi i concetti alla base dello yoga, la sua filosofia. Un detto popolare recita: "ciò che non è menzionato nelle sutra di Patanjali o non è yoga, o è poco importante"
Il cuore dell'insegnamento di Patanjali è negli "otto sentieri" che si intersecano l'un l'altro come i rami di un albero. Non si tratta di comandamenti, leggi o dure regole, piuttosto sono suggerimenti per uno stile di vita migliore.
Yama : i principi morali, sono cinque: la non violenza, il non mentire, il non rubare, il non essere sensuali, il non provare avidità.
Niyama:la disciplina e la responsabilità, sono cinque: purezza, contentezza, autodisciplina (austerità), introspezione e devozione al Signore Supremo (abbandono dell’ego).
Asana: le posizioni . preparano il corpo alla meditazione profonda.
Pranayama: la forza vitale, il controllo del respiro.
Pratyahara: l'interiorizzazione della mente (ritiro dei sensi).
Dharana: concentrazione gentile della mente .
Dhyana: la meditazione ininterrotta.
Samadhi: illuminazione, la pura contemplazione
Le
sutra di Patanjali si suddividono in 4 parti
Samadhi Pada (51 sutra): tratta della natura generale dello yoga
Sadhana Pada (55 sutra): Sadhana in sanscrito significa "pratica", qui si danno le linee guida di Kriya yoga e Ashtanga yoga
Vibhuti Pada (56 sutra): Vibhuti in sanscrito significa "potere" o "manifestazione", qui descrive gli stadi più alti dell' awareness e le tecniche per raggiungerlo
Kaivalya Pada (34 sutra): la liberazione dello spirito